ago
10

Benvenuti a tutti

Autore Ganascia    Category Editoriale     Tag

AcquacottaSalve, CiritornoMaremma è appena nato, e come tutti i cuccioli ha tanto bisogno di voi, gastromanti, ghiottoni o ben mangianti che siate.

Questo sito è dedicato a voi e ha bisogno di voi per vivere e diventare sempre più grande e utile. Potete commentare le recensioni, ma soprattutto potete registrarvi e diventare collaboratori del sito: la provincia di Grosseto è grande e frammentata, e abbiamo bisogno di voi come del Morellino la salsiccia!

Allora:

1. leggetevi la presentazione

2. guardate come si danno i voti

3. registratevi e scrivete. Il supervisore abiliterà le vostre recensioni (se corrette) e se siete bravi col tempo sarete promossi ad autori senza moderazione.

Cosa ve ne viene? La gloria di aver collaborato a una guida scritta dagli utenti, e per questo probabilmente più consona ai gusti del pubblico. In più col tempo avrete contribuito a creare uno strumento utile a chi, come voi, ama andare in gito a mangiare senza prendere fregature, ma soprattutto a provare sensazioni nuove.

Il sito padre di CiritornoMaremma è da diversi anni il principale punto di riferimento per la ristorazione nell’area Pisa/Livorno/Lucca/Viareggio. Ché, qui siamo da meno?

Fatevi sotto.

lug
12

Osteria rurale… La terra di Nello – Castiglione della Pescaia

Autore maremmana a pisa    Category Qualità, Ristoranti medi     Tag

Dopo anni di attente ricerche e letture varie degli articoli sul vostro sito mi decido a scrivere la mia prima recensione!

Premessa sono di Grosseto (dove torno molto spesso specie in estate), ma abito da ormai 15 anni a Pisa dove ho molti amici e (per fortuna!!!) molte occasioni “goderecce”… da qui le assidue visite al sito!

Il locale che vado a descrivervi è un posto molto particolare. Innanzitutto il nome e di conseguenza il luogo. La terra di Nello!

Si trattava in passato (come si legge dalla prima pagina del menù e come ho avuto conferma dagli amici che mi ci hanno portato e che sono assidui frequentatori!) della terra di Nonno Nello (nonno del proprietario Gianni… personaggione!!!) dove per anni e occasioni più disparate, la famiglia si riuniva all’ombra degli ulivi a fare merende e feste e braciate e dove generazioni hanno condiviso momenti sereni e spensierati. Ecco perché il proprietario (vero Oste di un tempo!) si professa molto onorato di condividere con altri atmosfera e cucina di questo posto nella vera campagna maremmana. In estate infatti i tavoli illuminati da candele sono sparpagliati nel giardino, contornato dagli olivi in cui si trova una casetta in muratura che in inverno non accoglierà più di 30 coperti. Gianni è molto fiero del fatto che preferisce tenere pochi tavoli per poter dare il meglio di sè e del suo staff all’opera, verrà durante la cena diverse volte a sincerarsi che tutto sia perfetto come infatti è. Insomma… sarà che sono maremmana ma il posto in una sera calda e stellata d’estate è insuperabile!

La cena:

Il menù è unicamente di carne ed è composto da circa 8 alternative per pietanza più un paio di portate extra menù per quanto riguarda i primi e i secondi. Il tutto viene cucinato usando preferibilmente i frutti dell’orto, ma si vede che c’è dietro l’estrosità di una cuoca molto molto competente. La carta dei vini è fornita, sia di vini prettamente maremmani (tenuti separati dagli altri come fa notare l’esperta di vini per darne più risalto) sia toscani e italiani in genere.

Noi abbiamo mangiato più che altro piatti extra menù perché l’Oste ha saputo fare la sua parte incuriosendoci ad hoc!

  • 1 antipasto di crudità composto da: carpaccio di manzo (una pallina di carpaccio con sopra scaglie di grana e dentro rucola accompagnato da una salsina di aceto balsamico), carpaccio di cuore di manzo, tartare di manzo (la tartare era uno spettacolo!!!)
  • 3 spaghetti alla chitarra mantecati con cacio e pepe e racchiusi in foglie di prosciutto crudo e contornati da cannellini… (buoooniiiii!!!)
  • 1 pici al cinghiale… classici ma speziati in modo molto particolare!
  • 2 porchettine: due rotelle alte e speziate in modo delizioso con semi di finocchio e spezie e cotenna croccantissima
  • 1 coniglio sfilettato (freddo e porchettato) con fagiolini dell’orto
  • 1 coniglio sfilettato con mirtilli e scaglie di tartufo nero
  • 2 patate al forno e 1 cipolle rosse in cenere
  • Dolci: 2 cheesecake uno in salsa di fragole fresce e uno ai frutti di bosco … da svenimento :D e due torte al cioccolato con panna

Il tutto bagnato da un buonissimo monteregio di massa marittima e acqua a fiumi (venivamo da una calda giornata al mare!!).

Per finire un liquore fatto in casa dalla cuoca forte ma molto molto dolce!

Sbirciando nel tavolo più vicino e sentendo i nostri amici ci siamo ripromessi di tornare e di mangiare “ciccia”… ovvero quella meraviglia di filetti, grigliate miste, bisteccone di manzo che ci sono passate a debita distanza tutta la sera :D

Prezzo finale 170 euro.

4 ganasce

Conclusione: 4 ganasce!!! … e anche anche… perché servizio, posto e la cucina tipica maremmana ma rivista e impreziosita ad arte hanno creato una serata tra amici davvero speciale!

Osteria rurale… la terra di Nello
via del Poggetto – Castiglione della Pescaia
cell. 347 – 95 46 258
www.laterradinello.it/index.htm

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lug
5

Dopo l’estate si chiude?

Autore Ganascia    Category Editoriale     Tag

Dopo quasi un anno di sperimentazione posso tranquillamente dire che CiritornoMaremma è stato, fin qui, un discreto flop.
La delusione viene dal mancato coinvolgimento delle persone che ho contattato qua e là per la Maremma per vedere di dare il calcio d’inizio al blog.
Se un blog ha inizialmente pochi contenuti pochi utenti troveranno cosa li interessa, ed ancora meno saranno invogliati a lasciare le loro recensioni e opinioni.
È mancato lo spunto iniziale del sito, è mancato il passaparola tra amici, tanto che sono seriamente invogliato a trasferire i (pochi) contenuti su Ciritorno.it e chiudere questo sito. Diamogli un paio di mesi in più, e poi vediamo cosa succede.

apr
30

Arnolfo Ristorante – Colle Val D’Elsa – SI

Autore Paolo    Category Ristoranti lusso     Tag

Finalmente mi sono deciso a pubblicare qualcosa non inerente al mio locale. Premetto che ormai questa esperienza risale a 9 mesi fa (è quindi giunto il momento di partorirla), e premetto inoltre che si tratta dell’esperienza di più alto livello che abbia mai vissuto, forse perchè effettuata in un periodo di maturità professionale evoluta, rispetto ai periodi in cui ho visitato altri Big tipo Pierangelini (ottima esperienza) o Pinchiorri.

Il Locale in questione per chi non lo sapesse, vanta 2 stelle Michelin, e si trova nel centro storico di Colle Val d’Elsa, piccolo borgo medievale in provincia di Siena, fa inoltre parte della catena Relais Chateau in quanto dispone di Camere in cui poter albergare con tutti i comfort possibili. Prenoto per 4 persone per festeggiare degnamente i miei 10 anni di matrimonio e i 5 anni di una coppia di nostri amici. E’ estate e ci fanno accomodare in una splendida terrazza che domina le colline Toscane, immersi in un atmosfera veramente suggestiva creata da candele e apparecchiatura sobria ed elegante ma non invasiva di un bianco candido di morbidi cotoni che donano freschezza solo a vederli. Ma qui si viene per mangiare e possibilmente (in barba all’etilometri e ai 40 km di curve) per bere, quindi bando alle ciance e passiamo ad ordinare.

Scegliamo il menù degustazione “Momenti Contemporanei” che differisce dal menù “Tradizione ed Innovazione” soprattutto perchè tratta di Pesce. Con il Vino partiamo subito decisi “Pouilly Fumè” 2005 Serge Daugenau, mi sembra si scriva così.

Arriva l’aperitivo come lo chiamano quì, su un lingotto di cristallo disegnato appositamente dallo Chef Gaetano Trovato e realizzato nelle cristallerie di Colle val d’elsa, vengono presentati 6 Finger Food che elenco a memoria e in ordine sparso: Piccola Tartara di Manzo Chianino, Mousse di Piselli e Menta, Sella di Coniglio e Olive Taggiasche, Polpettina di Cinta Senese, Bavarese di Pecorino e More e un’altra che non ricordo. TUTTE FANTASTICHE, sia nella presentazione in forme geometriche perfette sia nel gusto, un esplosione di sapori e odori eccezionale.

Arriva il cesto del pane, rigorosamente servito da un cameriere pezzo per pezzo, Mini Croissant, Piccole Focaccine con Lardo o pomodorino, altri Mignon aromatizzati, tutti fatti nella cucina del ristorante.

Primo antipasto “Astice, Piselli, Fave e Cipolline in Agrodolce” semplicemente perfetto, L’astice solamente bollito servito con una schiuma di crostacei molto leggera ed un biscotto farcito tipo Wafer ripieno di Caprino alle erbette e la tartare di astice, il tutto accompagnato da cipolline fresche scottate in padella e un piccolo Shottino di crema di Piselli in cui erano adagiati 2 gnocchi alla ricotta di crostacei. (Taccuino e penna fanno comodo in certi casi, ma certe cose non puoi dimenticarle).

Secondo antipasto “Scampi, Fegato Grasso, Fragole e Aceto Balsamico” Una polpa di un ottimo scampo adagiata su un medaglione di Foie Gras scottato in padella il tutto appoggiato su una Coulis di Fragole e gocce di Aceto Balsamico. Contrasti agrodolci esplodono in bocca e stuzzicano le papille con armonia. Anche questo ottimo.

Primo Piatto “Zuppa di Ceci Pergentini, Rombo, Pistacchi di Bronte e Pancetta” Il Piatto che metto un gradino sotto a tutto il resto, non per la realizzazione come sempre perfetta ma per l’emozione che è riuscito a suscitare a differenza dei “Ravioli, Gamberi Rossi, Patate e Lemon Gras” piatto fresco, estivo, rotondo con la Lemon grass perfetta a sgrassare il crostaceo e la patata, e con i gamberi rossi veramente carichi di sapore, gocce di Bisque completavano un piatto capolavoro.

Fine del Vino, forse durante questo piatto o forse alla fine della zuppetta di ceci, comunque altra scelta Top “Trebbiano d’Abruzzo 2003″ Edoardo Valentini. Vino eccezionale, ma forse un pò troppo coprente per la cucina delicata di Gaetano.

Secondo Piatto “Pesce Spada in Crosta di Mandorle e Limone su letto di Pesca nettarina di Castagneto” estasiato da tanta bontà non sono riuscito a prendere l’appunto del nome esatto, mi sembra di ricordare questo. Realizzazione perfetta della cottura del pesce, e abbinamento inusuale ma efficace con la pesca noce che conferisce freschezza e dolcezza al piatto. Applausi.

Arriviamo al dolce “Grand Dessert, elaborazione della nostra pasticceria” Boh ! saranno stati 10 piccoli assaggi su cui spiccava un dolcetto con Pera Williams e Zafferano e uno Zuccottino al Thè contornati da una miriade di delizie impossibili da dimenticare come esperienza ma impossibili da ricordare come nome.

Il servizio è stato per tutta la serata impeccabile, i tempi nonostante il locale completo scanditi con i giusti intervalli, e Gaetano durante la sua visita ai tavoli, umile e disponibile come solo i grandi sanno essere. Il Conto 4 menù per 120 euro e vino per 90 euro per un totale di 570. E’ stata dura tornare a casa, ed è stata ancor più dura tornare alla realtà.
Se ci fossero 12 Ganasce le meriterebbe tutte, per ora diamogli il massimo.

6 Ganasce  e di nuovo applausi scroscianti.

Arnolfo Ristorante
Via XX Settembre 50
Colle Val d’Elsa – Siena -
0577 920549

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apr
26

Pizzeria spaghetteria “La scafarda” – Alberese (Gr)

Autore rossovino    Category Pizzerie     Tag

salve a tutti! sono recentemente stato in maremma e vorrei segnalare, fra le altre cose, questa deliziosa pizzeria che non mancherà di dare ristoro ai viandanti, durante le afose e zanzarose notti dell’estate maremmana! in realtà stavolta non ci sono stato, ma l’ho frequentata più volte negli anni scorsi. non mi ricordavo più come si chiamava.. ieri l’ho finalmente rivista e ho pensato di recensirla, anche se tardivamente! quindi questa mia è una sorta di “segnalazione” un po’ più circostanziata, che può essere integrata con ulteriori indicazioni.

l’ambiente è carino ma informale, si cena a luci soffuse e a lume di candela, c’è spazio dentro ma d’estate ovviamente è preferibile stare all’aperto. contro le zanzare – problema da non sottovalutare, vengono adottati zampironi di vario tipo, citronelle e quant’altro, e la cosa sembra funzionare, anche se a volte gli odori rischiano di confondersi con quelli del piatto!

premetto che non ho avuto modo di ordinare i primi, che sembrano particolarmente invitanti. fra gli antipasti, quello che preferisco è il classico “toscano”, abbondante e appetitoso, con affettati di qualità, sottoli e salsine varie che lo rendono diverso rispetto ai tradizionali antipasti di terra. tra i formaggi ricordo anche un assaggio di scamorza sottolio affumicata, davvero buona!
le pizze invece sono assolutamente da provare, a mio avviso tra le migliori che ho assaggiato, il pomodoro è squisito e la mozzarella buonissima. i gusti sono diversi quindi non sto ad elencarli tutti. anche la carta dei vini è adeguata, tra l’altro i vini (rossi) di maremma sono particolarmente adatti ad affiancare salumi e arrosti, ma io per esempio non li disdegno nemmeno con la pizza! nota di merito va al personale, particolarmente sveglio e “reattivo”. comunque consiglio di prenotare perché nei periodi di maggior afflusso turistico è sempre molto frequentato.

hanno anche un sito, dove viene spiegato il motivo del nome: la “scafarda” è una tipica sella usata inizialmente dalla cavalleria fino alla seconda guerra mondiale, poi andata in disuso. comoda e resistente, è più versatile della classica sella maremmana è qui si è sviluppata fino ad oggi! questo è link al sito della pizzeria
3 ganascei prezzi sono nella norma, con meno di 40 euro si mangia antipasto, due pizze, acqua vino caffè grappa e limoncello. gli assegno 3 ganasce e ciritorno!

Pizzeria La Scafarda – Via del Fante, 58100 Alberese GR - 0564 412587

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mar
9

Il Tramaglio. Castiglione della Pescaia

Autore carla    Category Ristoranti medi     Tag

Ristorante di pesce a Castiglione della Pescaia.
Ottimo ristorante, per chi conosce il pesce, cucinato in ricette classiche che  ne fanno apprezzare ancora più chiaramente la qualità. Per i secondi si sceglie dal carrello il pesce che il cuoco ci cucinerà al momento.
Il locale è arredato semplicemente e, nonostante sia al mare, non ha uno spazio esterno, se si eccettua una veranda sul retro.
Buono il servizio, abbondanti le porzioni e senz’altro buono anche il rapporto qualità-prezzo, circa 30-35€ ben spesi.
Se si può valutare solo il cibo, io darei tranquillamente le 4 ganasce, l’ambiente , per quanto dignitoso, non ne è all’altezza.
3 ganasce

Trattoria Il Tramaglio Di Carbonaro Alessandro‎
Via Ansedonia, 58043 Castiglione della Pescaia Grosseto‎ – 0564 934591‎

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mar
9

Osteria dei Nobili Santi, Porto Ercole

Autore carla    Category Ristoranti medi     Tag

Buon ristorante di pesce all’Argentario. Con queste premesse ci si aspetta una spesa notevole ma non è necessariemente così.

Intanto due parole sul menù: notevolissimi e abbondanti gli antipasti misti che possono essere caldi (10 assaggi) o freddi (altri 10 assaggi). Si possono far seguire da un paio di assaggi di primi e difficilmente nel vostro stomaco potrà entrare qualcos’altro. Il tutto, in genere sui 35€ compreso un dolce e del vino in bottiglia. Merita una considerazione il tipo di cucina, piuttosto ricercata e spesso apprezzata anche da chi  non ama il pesce. Il locale purtroppo, considerando che si trova all’Argentario, non ha spazi esterni o panoramic; l’arredamento è semplice e i tavoli, vista l’affluenza di una vasta clientela, sono a volte un po’ stretti. Interessante il rapporto qualità-prezzo. Secondo me per la varietà, l’originalità e soprattutto la bontà dei piatti proposti merita 3-4 ganasce.

3 ganasce e mezzo
www.osterianobilisanti.eu
Via dell’Ospizio, 8
58018 Monte Argentario Grosseto
0564 833 015

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mar
6

Trattoria “La Pergola”, Grosseto

Autore Tiburzi    Category Ristoranti medi     Tag

“Sarà capitato anche a voi”, recitava il refrain di una canzonetta anni ’70.. .”Sarà capitato anche a voi”di avere un ristorante praticamente sotto casa e di snobbarlo da sempre senza un vero perché… E’ il caso, per me, della Trattoria “La Pergola”, in Via Fossombroni, zona  centro, vista mura medicee , in Grosseto. Un venerdì sera, chiusura inopitata di alcuni ristoranti “soliti”, e decisione coraggiosa di provare, al fin, il ristorante…

Ambiente senza eccessive pretese ma curato, semplicità e gentilezza nel proprietario e nel cameriere, pizza bianca calda servita in attesa di ordinare: non si comincia male. La carta non offre moltissimo (decliniamo le pizze), e, come ci dice il gestore, privilegia una cucina tradizionale (“semplice” la definisce). Vini limitati nella scelta. Cucina espressa.

Prendiamo solamente, il sabato ci attende, crostini misti (buoni e finalmente con pane caldo e croccante, spesso non così scontato come ci si attenderebbe) e trancio di pesce spada con rucola,grana,”guarnito” di fettine di mele. Tutto piacevole. Due primi piatti, un risotto alla pescatora e uno spaghetto alle vongole: porzioni generose, giusta cottura della pasta: decisamente  gustoso. Rifletto che ho mangiato gli stessi piatti ma di qualità inferiore  in ristoranti più pretenziosi (come i prezzi).

Per il vino ci limitiamo ad un mezzo litro frizzante della casa (non vi arrabbiate..) e acqua. Il tempo è tiranno, il bimbo, a cena da un amichetto, sta per rientrare: non c’è tempo per altro se non per il conto: 33 euro complessivi, mi pare buono.

Lasciamo il gestore,  un pò in colpa per non essere mai andati prima;  quando ci chiede se siamo di Grosseto (due minuti a piedi e siamo a casa), promettiamo di tornare… e lo faremo!  Due ganasce piene.


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mar
5

Il Braciere – Marrucheti, Campagnatico (GR)

Autore Tiburzi    Category Ristoranti medi     Tag

Come una sorta di diaspora nostrana, i gigliesi, complice le esigenze scolastiche dei figli e  lo spopolamento dell’amata isola quando la primavera è lungi da venire, si “disperdono” a Grosseto e dintorni: nella Grosseto dell’800 c’era la “estatatura” , al Giglio, c’è una sorta di “invernatura”..

Un ristorante, cuoco gigliese, diviene così “centro di raccolta” dei gigliesi orfani di mare…che qui, il fine settimana è facile trovare (ma non solo loro naturalmente..) .

E’  “Il Braciere”, località Marrucheti, 15 minuti da Grosseto, tra Istia e Campagnatico.  Ambiente rustico, cucina parzialmente a vista con spettacolare caminetto-braciere. Antipasti e carne di buona qualità (alcuni abbinamenti e proposte negli antipasti davvero da gustare: consiglio di puntare sulla portata che ne prevede l’ assaggio di molti), vino in brocca e non. Non manca naturalmente  il pesce (e non poteva essere altrimenti con un cuoco del Giglio), di cui mi dicono un gran bene,  ma, per ora, non posso confermare il  giudizio, assaggerò tornando e aggiornerò..Non ultimi i prezzi : competitivi (c.ca 25 euro antipasti,primi, abbondanti,dolce e caffè..)..

ps  Preciso: a Marrucheti non c’è il mare…

Due/tre ganasce

Osteria Il Braciere – Loc. Marrucheti, 2 (GR) Phone:0564 998322

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mar
1

Oste Nero

Autore Tiburzi    Category Ristoranti medi     Tag

Braccagni, non lontano da Grosseto, aurelia direzione nord, ospita il ristorante “l’Oste Nero”. Pur penalizzato da una collocazione in un borgo anonimo ( non me me vogliano i “braccagnini”)  e da un interno che seppure reso piacevole da qualche spunto intelligente di arredo, paga lo scotto di un ambiente nato come magazzino o giù di lì, merita assolutamente una sosta.Non lasciatevi ingannare dal nome:  se la cucina privilegia il “materiale” toscano, le proposte esulano dalle solite pappardelle e cinghiale e foto di briganti.. . Non numerosissime forse le scelte, ma rinnovate di volta in volta con proposte “di giornata”..Qualità sicura nei cibi, abbinamenti intelligenti, cortesia dell’Oste ( la parlata tradisce una origine piemontese ), carta dei vini buona e sufficientemente ampia..Insomma uno sforzo di novità nel panorama talvolta asfittico di Grosseto e dintorni. Vale una sosta e i circa  36 euro per un antipasto,primo,vino (in bottiglia naturalmente), dolce e caffè.. Andate ..

dic
9

Silene, Pescina, Monte Amiata (GR)

Autore gaia68    Category Ristoranti lusso     Tag ,

www.ilsilene.it

L’Amiata è tradizionalmente una zona di villeggiatura più frequentata d’estate, specie dopo le ultime estati torride e in genere non è un turismo giovane: è roba da anziani, o da tedeschi, inglesi e amanti del silenzio e delle cose piccine, genuine, naturali, tipiche…eccellenti. Sull’Amiata ci vado da sempre, i miei nonni erano di lì e c’è una casa dove torno “a castagnatura”, d’estate, a volte d’inverno. Eppure il ristorante “Silene” di Roberto Rossi l’ha scoperto l’anno scorso la mia amica Gaia, livornese con la fissa di internet e del turismo personalizzato.

Dunque, il “Silene” è a Pescina, sulla strada che da Casteldelpiano va a Seggiano attraverso castagneti secolari di rara bellezza in tutte le stagioni. Dopo pochi chilometri, si trova, sulla destra, il bivio per Pescina dove arriviamo in 5 minuti: il ristorante è proprio di fronte, nella casa che porta l’insegna di ristorante-albergo. Questa è la seconda volta che ci andiamo, avremmo voluto scrivere qualcosa la prima volta, ma non avevamo preso appunti. Ma non ci siamo scordate del cinghiale al cioccolato: se ci andate ed è in menu provatelo, sarà un’esperienza memorabile!

La prima cosa insolita, all’entrata è la panchetta coperta di mele che diffondono un odore antico e fresco di dispensa. L’ambiente è elegante, curatissimo, un po’ tradizionale, ma sui tavoli spiccano vasi rettangolari di vetro con dell’acqua dove galleggia un’arancia, una mela, un sedano, un finocchio. L’unione tra eleganza, tradizione e innovazione è la nota fondamentale di questo locale, inclusa la cucina. Abbiamo notato che il menu non è sempre lo stesso, offrendo una notevole scelta di piatti, alcuni dei quali della tradizione locale (la scottiglia, il buglione), tutti spiegati con semplicità e precisione sulla carta. Poi se volete avere qualche informazione in più avrete il piacere di ascoltarle in dettaglio dal proprietario che si divide con sapienza tra fornelli e sala.

E’ piuttosto giovane ma quando vi racconta del suo olio, della scottiglia, delle materie prime che sceglie sembra di ascoltare un cuoco dalla sapienza antica, radicata nella sua terra, appassionato e consapevole di aver scommesso sulla qualità in tutto. Ieri sera (7.12.2009) eravamo in tre (Gaia, sua figlia tredicenne ed io) e abbiamo cominciato con due calici di champagne e un assaggino di una vellutata di ceci delicatissima come benvenuto della cucina. Il vassoio del pane consiste di una varietà di tipi diversi fatti da loro con farine biologiche: pane di granturco, con uvetta, con cipolla, bianco e integrale, grissini.

Vino – questa è la zona del Montecucco (recentemente nobilitato) e per la vicinanza di tutti i vini della zona di Montepulciano e di Montalcino. Noi non riusciamo mai a finire la bottiglia e dunque preferiamo prendere vino al bicchiere, ma non è sempre facile trovare una grande scelta, e comunque poi dipende dalle etichette che vengono proposte. Il Brunello Fanti del 1996 con cui abbiamo pasteggiato era eccellente.

Io ho preso un battuto crudo al coltello condito solo con poche gocce di olio extravergine di olivastra (tra i migliori in Italia) prodotto da Roberto. Un piatto “elementare”, essenziale, “puro” – consistenza e soprattutto sapore della carne cruda (di vitellone): indimenticabile. Gaia e Irene hanno chiesto e ottenuto due mezze porzioni per poter assaggiare due primi: taglierini all’uovo fatti a mano rosolati con asparagi e avvolti in una fetta di prosciutto di Parma e raviolini ripieni di piccione con parmigiano stravecchio e pepe nero tostato – eccellenti: sapori equilibrati, presenti, definiti, armonici.

Per secondo abbiamo scelto animelle d’agnello fritte (una mia passione insieme al cervello) con radicchio travisano tardivo grigliato e cinghiale con olive nere e salsa di pomodori e cipolla ripiena cotta al forno sotto sale. Diciamo cinghiale cucinato alla maniera tradizionale ma poi fatto “virare” dalla salsa leggera di pomodori e assoluto di cipolla bianca: per nulla pesante – semplicemente strepitoso.

Gaia e Irene sono appassionate di cioccolato e da qualche tempo provano a stilare una classifica del flan con cuore di cioccolato caldo, così lo prendono ogni volta che lo trovano nei menu. Tra quelli assaggiati negli ultimi due anni, questo di Silene, fatto con cacao fondente del Venezuela, 72%, accompagnato da un bicchierino di cioccolato bianco fuso, è il N.1 (forse a pari merito con quello di “Bibere” a Montescudaio). Io invece sono più per le creme e ho preso zabaione ghiacciato al porto, con un calice di Donnafugata 2007: un gioco di sapori, di caldo/freddo emozionante. Poi, col caffè ci portano un vassoio di cioccolatini assortiti fatti a mano.

Servizio impeccabile e discreto eppure caldo e famigliare. La presentazione dei piatti è, come tutto il resto, curatissima, leggera, perfettamente in armonia con le pietanze, nei sapori e nei profumi, ma anche legata alle stagioni: per esempio alcuni piatti erano accompagnati da qualche chicco di melagrana. Il conto di 119 euro era viziato da una decisione di Roberto di offrirci i dessert, dunque diciamo che avremmo speso 46 euro a testa. Ci fossero 5 ganasce ne assegnerei 6!

5ganasce

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